Come fare un pic-nic perfetto, tra tradizione e modernità
Swiss Made o Made in Italy, l’importante è che nel cestino si mettano cibi di prima qualità, freschi e genuini
Che sia fuoriporta, poco distante dalla città, vicino a un fiume o a un lago o, ancora, in riva al mare, il pic-nic si conferma un appuntamento fisso dei weekend di maggio per molti svizzeri e italiani. E per chi non può muoversi, nel caso in cui ci sia lo spazio disponibile, perché non organizzare un pranzo o una cena alternativi in giardino, sul balcone o sul terrazzo di casa?
Il pic-nic è un’occasione per stare all’aperto e per condividere qualche ora spensierata con i propri cari e i propri amici, ma anche per gustare del buon cibo.
Il termine è ormai entrato a tutti gli effetti anche nell’italiano, in seguito alle influenze anglosassoni degli anni Venti del XIX secolo. Gli inglesi, però, a loro volta, si erano ispirati al francese ‘piquenique’, che, anche foneticamente, rende bene l’idea di ‘qualcosa di piccolo da spiluccare’.
Nei Cantoni, dove ogni regione offre molti itinerari per tante escursioni, solitarie o in compagnia, non mancano certo ottimi prodotti da mettere nel cestino di vimini.
In linea con le tradizioni del territorio, è probabile che non manchi la carne in diverse versioni: cruda si ha intenzione di grigliarla sul barbecue, ma da questo punto di vista anche precotta può essere un’idea, pronta per quattro salti su carbone e fuoco, o anche affumicata e quella marinata (queste ultime due sono spesso molto salate, quindi occhio agli abbinamenti).
Braciole, costolette, salsicce, hamburger… ce n’è per tutti i gusti. Molto apprezzato è anche il pesce di lago con preparazioni analoghe, dalla trota al persico fino al salmerino e al coregone.
Nel classico cestino da pic-nic c’è però spazio anche per i formaggi tipici e per le verdure, altri generi di prodotti in cui anche il Made in Italy la fa da padrone. Sono perfetti i re e le regine dell’orto primaverile: pomodori, melanzane, peperoni – freschi, secchi o sott’olio – radicchio, olive, per condire i primi, per accompagnare le bruschette o per farcire del buon pane. Sono sfiziosi pure i pinzimoni o le giardiniere in agrodolce.
Grandi classici tricolori per scampagnate e brevi fughe dalla metropoli sono le insalate di pasta e di riso, che ciascuno può rivisitare come vuole, aggiungendo gli ingredienti che più ama e in base alle esigenze dei commensali. Sempre attuali la caprese, con pomodori e mozzarella, o l’abbinamento tra melone e prosciutto crudo, ancora meglio se si utilizzano materie prime di qualità con denominazione di origine protetta.
Soprattutto se si è in tanti, si può anche preparare qualche prelibatezza da forno – timballi, lasagne, melanzane alla parmigiana – e gustarla poi tiepida, complici le temperature più miti. Basta non esagerare, in generale, coi condimenti.
Per finire in bellezza e per una merenda golosa, può essere un’idea anche la macedonia di frutta, magari con l’aggiunta di qualche chicco d’uva, di frutti di bosco come more, lamponi e mirtilli o di pezzi di mango, avocado o papaya per dare un tocco più esotico, a seconda del risultato che si vuole ottenere (e della propria golosità).
Le parole d’ordine, comunque, dovrebbero essere semplicità e genuinità. Ma attenzione anche alla conservazione e al trasporto delle pietanze. Per una totale immersione nel verde, in tutti i sensi, sarebbe bello pensare all’ambiente, quindi niente contenitori in plastica o alluminio.
Meglio usare, in alternativa, dei moderni zaini o borse termici, portavivande e scaldavivande multifunzionali, alcuni anche hi-tech e dal design curato: pratici e maneggevoli, preservano la qualità del cibo, le eventuali cotture e la freschezza dei prodotti.