Calabria, la Perla del Tirreno da riscoprire

Trascurata per decenni dal turismo di massa – e forse anche per questo rimasta, in molte parti, incontaminata – la regione ha invece molto da offrire per natura, storia, arte ed enogastronomia

Foto: Tropea

Il nome “Calabria” deriva dai dominatori greci, che aveva ribattezzato questa colonia mediterranea “kalon-brion”, letteralmente “faccio nascere il bene”. Forse il riferimento era soprattutto ai suoi campi e ai suoi frutteti, ancora oggi coltivati a bergamotti, limoni, cedri e ulivi, su terreni incredibilmente fertili, se si pensa all’asprezza di certi paesaggi.

Ma a rendere questa regione del Meridione ancora più affascinante è proprio il fatto che da sempre è una terra ricca di aspri contrasti. A distanza ravvicinata, spesso in rapida sequenza, si alternano spiagge dalla sabbia dorata, candide scogliere, antichi borghi arroccati, verdi vallate, ruscelli e fiumi tortuosi, gole e monti impervi.

«Andate in Calabria!». A dare questo consiglio, di recente, è stato il giornale inglese ‘Daily Telegraph’, che ha suggerito questa regione del Sud Italia sulla copertina dell’inserto viaggi dedicato alle vacanze migliori per il 2023. Il quotidiano ha stilato una lista che comprende proposte alternative, meno inflazionate e più convenienti rispetto alle solite mete.

Quello del ‘Daily Telegraph’ è un elenco stilato tenendo conto di fattori contigenti come l'inflazione, i costi della vita molto alti e il conflitto russo-ucraino. La guerra ha ridisegnato la mappa dell’Est Europa per i viaggi facendo sì che, per il momento, vengano omesse tratte da sempre molto ambite come la Transiberiana. Ma si colgono anche lo spunto che arriva da numerosi giovani della Generazione Z: sono soprattutto loro a essere attratti da un turismo lento e sostenibile, alla ricerca di valori autentici.

San Nicola Arcella, Cosenza ph Valter Cirillo

Il ‘Daily Telegraph’ ha lanciato una piccola provocazione, suggerendo che Tropea, in provincia di Vibo Valentia, sia pure meglio di Amalfi, gemma della costiera salernitana, nota in tutto il mondo e presa d’assalto dai turisti. Perché, invece, restando sul mar Tirreno, non ci si spinge fino alla punta dello Stivale tricolore, in una località come quella calabrese ancora poco battuta, meno costosa e meno affollata, ma ugualmente mozzafiato, dalle acque limpide e cristalline?

Gran parte della Calabria, in generale, può regalare scorci indimenticabili. Con quasi 800 chilometri di litorali, la regione offre molte spiagge e paesaggi marittimi tra cui scegliere, passando, nel giro di relativamente pochi chilometri, dalle calette sabbiose della Costa degli Dei alla lunga distesa delle rive bagnate dallo Jonio, senza dimenticare le scenografiche formazioni rocciose dell'Arco Magno.

Chi ha nostalgia dell’Italia rurale raccontata dai bisnonni e dai nonni e magari, in parte, nell’infanzia, l’ha vissuta, in questa regione può davvero fare un breve viaggio nel tempo. La vita, tanto nei villaggi costieri quanto nei paesini dell’entroterra calabresi, assume ritmi meno frenetici e ben più dilatati, ed è fatta di semplicità e genuinità.

Calabria, Sila

Un tempo anello di congiunzione tra Oriente e Occidente, la Calabria, nel corso dei secoli, è stata abitata da vari popoli provenienti da tutto il Mediterraneo: oltre ai greci e ai romani, ci sono stati arabi, ebrei, bizantini, spagnoli, come dimostrano le numerose testimonianze storiche, artistiche e culturali tutt’ora presenti. Si trovano persino incisioni rupestri che risalgono al Paleolitico, come quelle che si possono vedere nella Grotta del Romito (a Papasidero, in provincia di Cosenza).

Come se fosse un saluto beneaugurale, spesso, appeso alle porte, sui balconi e immancabile sulle tavole calabresi c’è il peperoncino. Ormai questa spezia è diventata un simbolo di questa terra, dove cresce da sempre in grandi quantità grazie al clima caldo. È un ingrediente importante che, soprattutto in passato, aiutava a dare sapore agli ortaggi selvatici e a vivacizzare i piatti poveri, nonché a conservare le carni.  

Naturalmente ci sono anche altri prodotti locali che meritano di essere apprezzati e costituiscono il fiore all’occhiello dei calabresi, che li coltivano con cura e passione. Oltre alla celebre cipolla rossa di Tropea, esportata in tutto il mondo, vale la pena fare delle degustazioni di olio e vini locali e scoprire le altre prelibatezze rustiche non solo nei posti di mare, ma anche nei rifugi e nei bivacchi di montagna, in mezzo al grande Parco Naturale del Pollino, al confine con la Basilicata, ma anche in molte zone del massiccio dell’Aspromonte e dell’altopiano della Sila.

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