La lenta ripartenza dell’Italia. La ripresa? Arriva nel 2024

Secondo le analisi del centro studi degli industriali italiani, il 2023 si sta confermando un anno di transizione, ma con primi e lievi segnali di miglioramento

di Giorgio Marini

Per ora il 2023 sembrerebbe contrassegnato da una “crescita piatta", confermandosi un “anno di transizione”. Le speranze sono soprattutto riposte sul 2024 che davvero potrebbe rilanciare l’economia della Penisola mediterranea dopo un biennio molto complicato e mesi recenti zoppicanti. È bene, però, essere cauti, e parlare, almeno per ora, di una “lenta ripartenza”.

Confindustria è la Confederazione generale dell'industria italiana, che rappresenta la maggior parte   delle imprese manifatturiere e di servizi dello Stivale. Le stime per la primavera 2023 del centro studi dell’organizzazione parlano di cifre e percentuali in leggero rialzo, dalla crescita zero delle precedenti stime a un timido +0,4% del prodotto interno lordo di quest’anno. Tuttavia, anche se – hanno commentato ancora gli esperti – “è meglio del previsto”, ciò che emerge è che si tratta fondamentalmente di una “eredità positiva” lasciata dal 2022.

Gli occhi del settore produttivo, dunque, sono tutti puntati sul 2024, quando ci si aspetta un rialzo dell’+1,2% della ricchezza prodotta internamente nel Paese tricolore. A creare un’aspettativa un po’ più rosea sono alcuni fattori che potrebbero definirsi concretamente nei prossimi mesi, a partire “dal rientro dell'inflazione”, che per il momento è sì in calo, ma è ancora elevata.

Commentando in particolare questo punto, ha spiegato il vicepresidente di Confindustria Alberto Marenghi: “C’è soprattutto il timore per le mosse di politica monetaria attuata per contrastarla”. La maggiore preoccupazione, infatti, è legata al rialzo dei tassi: “Un'ulteriore stretta potrebbe far ulteriormente peggiorare il quadro. Riteniamo che serva veramente molta cautela da parte della Banca Centrale Europea”.

Altri elementi che potrebbero alleggerire le tensioni e alleviare le criticità contingenti, sempre in vista del prossimo anno, potrebbero spaziare “dalla politica monetaria meno restrittiva e alla schiarita nel contesto internazionale”, come hanno aggiunto gli specialisti.

Nel panorama al vaglio dagli esperti di Confindustria, oggetto di un loro dettagliato rapporto, non si registrano più gli effetti Covid del 2020-2022, mentre viene ormai dato per assodato l'impatto negativo sui consumatori, sulle aziende e sul mercato nel suo complesso relativo al conflitto russo-ucraino ancora in corso.

Come si può intervenire per migliorare le condizioni dell'economia e per il Paese? Secondo il capoeconomista di Confindustria, Alessandro Fontana, quel che occorre adesso è “sostenere i redditi delle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti, per ridurre gli effetti dell'inflazione, e sostenere i consumi”, ma anche “continuare a proteggere le imprese energy intensive” e “supportare gli investimenti” delle imprese soprattutto sul fronte della transizione energetica.

Tra i discreti segnali di una ripresa annunciata – e si spera destinata a durare e a crescere – alcune avvisaglie potrebbero arrivare dall’acciaio. Stiamo parlando di un settore storicamente importante e strategico per l’economia italiana, nonché protagonista, tra pochi giorni, di “Made in Steel”, la Conference & Exhibition internazionale dedicata alla filiera dell’acciaio in programma a Rho Fiera Milano dal 9 all’11 maggio.

Per il 2023 il trend del settore dovrebbe continuare a essere caratterizzato da un segno positivo, sia in Italia, sia nel resto dell’Unione Europea. È poi attesa un’inversione di tendenza che potrebbe fare la differenza: stando alle ultime previsioni, infatti, il comparto la nazionale e quello continentale – al centro di una grande trasformazione, tra innovazione e altre sfide globali che stanno affrontando – dovrebbero assistere a un calo della propria attività nel primo semestre dell’anno, con un miglioramento all’orizzonte previsto da luglio a dicembre 2023.

Indietro
Indietro

Andrea Bocelli sarà l’unico italiano a esibirsi all'incoronazione di re Carlo III. Poi in scena al Teatro Antico di Taormina

Avanti
Avanti

Il senso del lavoro oggi. Il mondo chiede dignità e qualità