Sportello consolare di Lucerna, un anno 2025 da incorniciare

L’anno scorso sono stati rilasciati 918 passaporti, ossia 241 in più rispetto al 2024. Un traguardo reso possibile grazie alla dedizione di tre protagonisti, con il sostegno del Console Generale che ha creduto in un’iniziativa unica.

Di Antonio Scolamierio 3 gennaio 2026

 

Nel 2025 lo sportello consolare di Lucerna si è distinto come uno dei punti di riferimento più attivi, competenti e sensibili della rete consolare italiana in Svizzera. Un anno straordinario per risultati, qualità del servizio e capacità di risposta ai bisogni reali della comunità.

Il bilancio annuale è chiaro, con 918 passaporti rilasciati, a fronte di 677 nel 2024, con un incremento di quasi il 30%, e un numero sempre più alto di nuove iscrizioni all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), un volume di lavoro che per uno sportello di dimensioni ridotte, con un servizio erogato dalle due alle tre volte al mese in primo luogo da volontari, rappresenta un risultato eccezionale.

Questo traguardo è stato reso possibile grazie alla dedizione di tre protagonisti in prima linea: Sandro Bombardi, funzionario consolare itinerante, figura di riferimento per professionalità e capacità organizzativa; Nicola Colatrella, corrispondente consolare volontario, instancabile nel dialogo quotidiano con i cittadini; Angelo Pistone, volontario e presidente del Circolo Acli di Lucerna che con spirito civico e senso di responsabilità sostiene da diversi anni la comunità italiana. Un gruppo che ha saputo coniugare competenza, collaborazione e un profondo senso umano.

Determinante è stata anche la guida del Console Generale di Zurigo Mario Baldi, che ha creduto nella sinergia unica creatasi a Lucerna tra istituzioni e associazionismo; infatti lo sportello consolare viene ospitato dal Patronato Acli di Lucerna, che a sua volta si trova nei locali della scuola professionale Enaip IB, attiva da 65 anni nella Confederazione nel campo della formazione professionale, e dove gravita al suo interno anche il Circolo Acli. Un ecosistema che garantisce servizi, formazione, informazione e sostegno, rappresentando un presidio fondamentale per gli italiani in Svizzera.

Sul 2025, un anno da incorniciare per le ragioni appena evidenziate, ha però pesato l’entrata in vigore del decreto-legge del 28 marzo 2025, poi convertito in legge nel maggio 2025, un provvedimento presentato come una riforma volta a garantire che la cittadinanza italiana sia conferita a coloro che mantengono un legame reale con il Paese, riducendo il rischio di abusi e migliorando l’efficienza dei servizi consolari. Tuttavia, la realtà quotidiana racconta un’altra storia. Per molte famiglie italiane all’estero, la nuova normativa ha creato situazioni ingiuste, incomprensione e dolore, smarrimento e disagio.

Lo sportello consolare di Lucerna ha affrontato casi dolorosi, alcune coppie con due figli, di cui l’ultimo nato si è visto negare la cittadinanza italiana per una serie di incastri burocratici introdotti dalla nuova legge. Un paradosso che mette in discussione non solo le procedure amministrative, ma la natura stessa del nostro essere italiani ed europei.

La normativa, anziché semplificare, ha complicato e irrigidito i percorsi che toccano la sfera dell’identità, l’appartenenza e anche in un certo senso la dignità delle persone. In questo scenario, l’opera di Nicola Colatrella e Angelo Pistone non è solo amministrativa: è un sostegno umano fondamentale. Sono loro a dare voce al disagio dei cittadini, a spiegare norme complesse, ad accompagnare le famiglie colpite da una legge che non si aspettavano e che spesso scoprono solo al momento del bisogno. Il loro impegno dimostra quanto il servizio consolare sia ascolto, responsabilità e solidarietà.

Lo sportello consolare di Lucerna non è solo uno spazio dove si muovono numeri, passaporti e si svolgono fredde pratiche amministrative. È soprattutto un impegno umano, di persone coinvolte nell’orientamento, nella prevenzione, nell’informazione e mediazione con le istituzioni, e soprattutto nella presenza costante sul territorio. Un presidio civico che rafforza il legame con l’Italia, tutela i diritti e dà senso concreto alla parola «comunità».

Nel 2025 è cresciuto anche il numero di connazionali arrivati recentemente dall’Italia che si sono rivolti agli operatori volontari per informazioni sull’iscrizione all’Aire. Una pratica a volte sottovalutata, oppure vissuta con diffidenza, ma fondamentale. Occorre sempre ribadire che l’iscrizione all’Aire non è una perdita di diritti, bensì una tutela: consente l’accesso ai servizi consolari, garantisce correttezza nei rapporti fiscali e amministrativi con l’Italia e permette allo Stato di conoscere e rappresentare adeguatamente le proprie comunità all’estero.

 
Corriere dell’italianità


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