Pensioni Inps, versamento volontario dei contributi
Come raggiungere il requisito contributivo necessario al pensionamento in Italia con i contributi volontari? Risponde il Patronato Acli.
Di Alessandro Milani Patronato Acli Svizzera
Buongiorno,
Vi scrivo perché vorrei comprendere meglio il mio diritto alla pensione in Italia. Ho lavorato in Italia ca 5 anni come dipendente e sono andato in AHS/AVS quest’anno con 14 anni di contribuzione. Ho altri 10 anni di contribuzione in paesi asiatici, ma ho letto che non contano per il diritto alla pensione italiana. Cosa succede se non raggiungo i 20 anni di contribuzione tra Italia e Svizzera? Ringrazio in anticipo e saluto cordialmente. Massimo
Gentile Massimo,
La ringraziamo per la sua domanda, che tocca diverse tematiche interessanti: convenzioni internazionali in materia previdenziale, autorizzazione ai versamenti volontari, distinguo tra sistema misto e sistema contributivo puro, ecc. Dalle informazioni che desumiamo dal suo messaggio, se è andato in AHS/AVS quest’anno, all’età di diritto, dovrebbe essere nato nel 1961. Supponiamo che i primi contributi li abbia versati in Italia, plausibilmente prima del 1996. Se così fosse, per poter chiedere la pensione di vecchiaia in Italia, oltre ad attendere i 67 anni e 3 mesi (per chi raggiunge il diritto nel 2028), deve necessariamente raggiungere anche i venti anni di contribuzione.
Nel calcolo degli anni di contribuzione rientrano, come ha scritto Lei, sia i contributi versati effettivamente in Italia, sia – a livello puramente figurativo – i contributi versati in paesi legati all’Italia da accordi previdenziali. La Svizzera, che applica gli accordi Ue, rientra in questa categoria. Se ciò che ci ha detto e le nostre deduzioni sono corrette, si trova ad aver compiuto da poco i 65 anni e ad avere circa diciannove anni di contribuzione tra Italia e Svizzera. Per poter chiedere la pensione italiana, ci mancherebbe circa un anno (da verificare però a fronte degli estratti contributivi svizzero e italiano).
Magari Lei ha fatto un anno di servizio militare in Italia, e potremmo in questo caso chiedere all’Inps di accreditarlo sul suo estratto contributivo. Se ciò è già stato fatto, o se lei non ha svolto il servizio militare/civile in Italia, possiamo chiedere all’Inps un’autorizzazione ai Versamenti Volontari.
Appurato il numero di settimane che le mancano al raggiungimento dei venti anni di contribuzione, possiamo come detto inviare una domanda di versamenti volontari, che l’Inps concede a condizione che il lavoratore/la lavoratrice abbia cessato l’attività lavorativa (non solo in Italia). Il versamento volontario dei contributi all’Inps ha infatti lo scopo di permettere alle lavoratrici ed ai lavoratori di perfezionare i requisiti di assicurazione e di contribuzione e permettere il raggiungimento del diritto alla pensione.Per ottenere quest’autorizzazione il lavoratore/la lavoratrice deve avere almeno cinque anni di contributi (valgono anche quelli in convenzione internazionale) o almeno tre anni di contribuzione negli ultimi cinque anni precedenti alla presentazione della domanda.
Per i lavoratori dipendenti, l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria è concessa dal primo sabato successivo alla presentazione della domanda. È possibile anche chiedere di effettuare versamenti volontari a copertura di periodi relativi al semestre che precede la data di presentazione della domanda ma a condizione che questi periodi non siano già coperti da altra contribuzione.
Con concessione dell’autorizzazione, l’Inps emette un provvedimento che riporta gli importi trimestrali da corrispondere. Il versamento dei contributi deve essere effettuato entro il trimestre solare successivo a quello che si desidera pagare, mentre nel caso si vogliano corrispondere contributi relativi a trimestri precedenti alla domanda, bisogna procedere ai pagamenti entro al trimestre successivo a quello di ricezione del provvedimento. Si può anche scegliere di corrispondere i versamenti per periodi inferiori al trimestre. In questo caso bisogna dividere l’importo trimestrale indicato sul provvedimento per il numero delle settimane che si vuole accreditare.
Un breve accenno anche agli importi
Con la circolare 27/2026, l’Inps ha adeguato le aliquote contributive 2026 sulla base della variazione dell’indice Istat. Per l’anno 2026, l’aliquota dei lavoratori dipendenti è pari al 33% della retribuzione. La circolare stabilisce che la retribuzione minima settimanale di riferimento (nel 2026) è pari a 244,74€. Ne risulta che l’importo minimo dei contributi settimanali da versare per i lavoratori dipendenti è pari a 80,76€ (1050€ a trimestre; 4200€ per l’intero anno).
Tenga presente che in questa sede abbiamo preso spunto dalla sua domanda per illustrare una delle possibilità che potrebbero applicarsi al suo caso. Per valutarne l’opportunità e poterla consigliare correttamente, non possiamo prescindere da una attenta verifica della sua posizione contributiva. La invitiamo pertanto a rivolgersi alla sede del Patronato Acli in Svizzera a Lei più vicina per una consulenza.