«Tutte le donne in menopausa dovrebbero sottoporsi allo screening dell’osteoporosi»

L’unità osteoporosi dell’EOC, di cui la Dr.ssa Med. Chiara Camponovo è responsabile, avvia una fase di informazione e promozione delle sue attività, rivolgendosi al pubblico ma anche ai medici e agli specialisti in Ticino che si confrontano con la patologia.

a cura di Fabio Lo Verso 21 agosto 2026

 

«Ci sono due modi per sapere se si è malati di osteoporosi», mi spiega la Dr.ssa Med. Chiara Camponovo, responsabile dell’unità osteoporosi presso l’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) del Ticino: «Dato che la malattia è silente, cioè non presenta alcun sintomo fino a quando si dichiara, o la si cerca attivamente effettuando uno screening, oppure si evidenzia con una frattura ossea». Ciascuno di noi beninteso preferirebbe si intervenga prima che si spezzi un osso, in particolare il femore e le vertebre, la cui «densità» si riduce con il progressivo deterioramento dovuto appunto all’osteoporosi, rendendoli più fragili e predisponendoli a un maggior rischio di frattura anche per traumi lievi.

Per la dott.ssa Chiara Camponovo sarebbe ora il momento di portare avanti l’idea di uno screening universale in Ticino, il cantone con l’indice di anzianità più alto in Svizzera, attraverso la cosiddetta densitometria, un esame indolore, non invasivo e con un costo contenuto, che permette di diagnosticare precocemente la patologia: «In un Paese come la Svizzera, dotato di una medicina di ottima qualità e di risorse finanziarie conseguenti, dovrebbe essere possibile procedere a una diagnosi sistematica dell’osteoporosi, come avviene già per certi tipi di tumore». Ma c’è una categoria alla quale andrebbe data la priorità: «Tutte le donne in menopausa», sottolinea la dott.ssa Camponovo.

Perché tutte le donne in menopausa dovrebbero sottoporsi allo screening dell’osteoporosi ?
Dr.ssa Med. Chiara Camponovo
: Dopo la menopausa l’organismo produce meno «estrogeni», gli ormoni femminili che oltre a regolare lo sviluppo sessuale, il ciclo mestruale e la fertilità, svolgono un ruolo cruciale nella salute delle ossa, attraverso la preservazione della loro densità minerale. Circa il 30% delle donne sviluppa l’osteoporosi nella fase cosiddetta postmenopausale. Ma lo screening si estenderebbe anche agli uomini e alle donne over 70 e ai pazienti con terapie che inducono a una fragilità ossea, in primo luogo il cortisone.
Alcune malattie inoltre possono scatenare l’osteoporosi, l’artrite reumatoide, le malattie infiammatorie intestinali, il diabete e le patologie endocrinologiche, in particolare l’ipogonadismo e l’iperparatiroidismo. Gli endocrinologi sono una delle due categorie di medici che si occupa principalmente della patologia, oltre ai reumatologi. Questo è il motivo principale per cui all’EOC l’unità di osteoporosi è stata integrata nel servizio di endocrinologia.

 

D.ssa Med. Chiara Camponovo. © DR 2026

 

Da quando è operativa l’unità di osteoporosi presso il servizio di endocrinologia dell’EOC?
Da diversi anni mi occupo all’EOC della relazione fra malattie ormonali, diabete e osteoporosi. Ma il progetto di aprire un’unità di osteoporosi è partito soltanto nella primavera-estate del 2025. Dallo scorso aprile infine è stata ufficializzata la decisione di aggregare questa unità al servizio di endocrinologia, divenuto il punto di riferimento per i pazienti, dove gestiamo il macchinario «MOC», per la Mineralometria Ossea Computerizzata, con il quale viene effettuata la densitometria. Da questo mese settembre si avvierà la promozione dell’unità, con l’obiettivo di informare il pubblico ticinese, ma anche i medici e gli specialisti che in Ticino si confrontano con la patologia. L’osteoporosi è ad esempio un tema anche in oncologia attraverso il carcinoma mammario e prostatico.

Qual è l’obiettivo dell’unità di osteoporosi?
L'obiettivo primario è di prevenire le fratture, quando l’osteoporosi non è ancora clinicamente manifesta e di evitare la loro recidiva in caso siano già avvenute, partendo dalla densitometria ossea, introducendo una terapia mirata e stabilendo un follow-up. Le seconde fratture a volte si susseguono dopo poche settimane, determinando una nuova degenza, e per i pazienti più anziani il rischio di perdita di autonomia, e il conseguente trasferimento in una casa di riposo. L’unità osteoporosi dell'EOC ha come obiettivo di aderire al progetto internazionale Fracture Liaison Service, dedicato alla presa in carico globale dei pazienti che hanno subìto una frattura da fragilità osteoporotica.

Quali sono oggi le terapie più adeguate?
Negli ultimi anni sono arrivate nuove terapie che si aggiungono a quelle classiche o tradizionali con i bifosfonati. Ad esempio è arrivata una gamma di farmaci biologici a base di anticorpi monoclonali utilizzati per prevenire e trattare la perdita di massa ossea, come il denosumab, commercializzato con il nome Prolia. Oggi ci sono anche altre terapie cosiddette anaboliche, che sono più potenti perché danno una spinta molto più importante alla ricostruzione ossea.
Da poco più di un anno è inoltre arrivato un farmaco innovativo, chiamato abaloparatide: consiste nell’iniezione di un ormone che stimola la riformazione di tessuto osseo, molto utile per il trattamento dell’osteoporosi grave nelle donne in postmenopausa ad alto rischio di fratture. Il farmaco presenta una migliore affinità rispetto alla terapia utilizzata finora che si chiama teriparatide. Dal 2020 circa è disponibile il romosozumab, commercializzato come Evenity, l’unico farmaco che ha contemporaneamente due funzioni utili per rinforzare la struttura dell’osso: blocca la degradazione ossea e stimola la riformazione di nuovo tessuto osseo. Attenzione, la terapia non dura per il resto della vita. Molto importante, queste terapie sono generalmente ben tollerate dalla maggior parte dei pazienti, mentre gli effetti collaterali gravi sono estremamente rari.

Il 20 ottobre dalle ore 17:30 si svolgerà una conferenza pubblica dedicata al tema dell’Osteoporosi presso l’Aula Magna dell’Università della Svizzera italiana (USI), in via Giuseppe Buffi 13 a Lugano.

Troverete tutti i dettagli consultando il sito eoc.ch (sezione eventi).

 
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