Servizio militare di leva ai fini del diritto alla pensione

Quali sono i requisiti e le modalità per fare accreditare il periodo obbligatorio trascorso sotto le armi? La nostra esperta risponde a un utente che ha lavorato un paio di anni in Italia prima di trasferirsi in Svizzera.

Di Valeria Angrisani responsabile Patronato Inas Svizzera romanda

 

Mi chiamo Fulvio e ho lavorato in Italia solo un paio di anni e poi mi sono trasferito definitivamente in Svizzera. Da ragazzo ho svolto anche il servizio militare. Posso chiedere la pensione italiana anche io? Grazie della risposta.

Fulvio L., Aigle

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Gentile signor Fulvio,

il periodo del servizio militare viene riconosciuto ai fini del raggiungimento del diritto alla pensione italiana e anche per la determinazione dell’importo della pensione stessa. Possono far valere tale periodo tutti i lavoratori dipendenti e autonomi come artigiani e commercianti, ad eccezione dei lavoratori parasubordinati iscritti nella gestione separata dove vige altra regolamentazione.

I periodi di servizio militare prestato nelle Forze Armate Italiane, compresa l’Arma dei Carabinieri oltre a quelli equiparati svolti fino al 31 dicembre 2005 sono accreditati gratuitamente. Sono accreditati tutti i periodi compresi tra la data iniziale di chiamata alle armi e quella finale del congedo illimitato.

Dal 1° gennaio 2006, il servizio militare non è più obbligatorio pertanto coloro i quali hanno svolto il servizio militare volontario, possono far valere tale periodo ai fini pensionistici solo attraverso il riscatto con pagamento a carico dell’interessato, purché non sia presente altra contribuzione nello stesso periodo. Il riscatto a titolo oneroso è stato introdotto per non creare un pregiudizio tra i soggetti che non potevano esercitare alcuna attività lavorativa a causa dell’adempimento di un obbligo militare stabilito dalla legge alla quale l’interessato non poteva sottrarsi e coloro i quali possono scegliere in maniera volontaria di svolgere tale incarico o decidere di astenersi.

Per fare accreditare il servizio militare bisogna essere in possesso di almeno un contributo obbligatorio effettivamente versato anche se successivo al periodo di servizio militare oppure della contribuzione di lavoro svolta all’estero in un paese legato all’Italia da una convenzione in materia previdenziale.

Il regime di «totalizzazione internazionale»

In quest’ultimo caso, il conteggio della pensione sarà svolto in regime di «totalizzazione internazionale» che consiste nella somma dei periodi di lavoro svolti nei vari Paesi per raggiungere i requisiti minimi del diritto alla pensione ma non dell’importo. Dato che, signor Fulvio, ha prestato attività lavorativa tra Italia e Svizzera: i contributi versati all’Inps in Italia e all’AVS/AI in Svizzera non vengono trasferiti da uno Stato all’altro, ma vengono sommati per calcolare l’anzianità contributiva totale. Ogni Stato eroga successivamente, la sua quota di pensione in base agli anni di lavoro effettivamente svolti e secondo il calcolo della propria legge nazionale. Per accedere a tale calcolo in totalizzazione, bisogna avere almeno un periodo minimo di 52 settimane e tale periodo non deve essere sovrapposto con contribuzione in altro Stato. Per ulteriori informazioni i nostri uffici Inas Svizzera sono a vostra disposizione.

La richiesta di accredito del servizio militare può essere presentata in qualsiasi momento e non è previsto nessun termine di prescrizione. Naturalmente dovrà essere prodotta la documentazione che attesti lo svolgimento del servizio militare effettuato: come il foglio matricolare (per i soldati e sottufficiali) o lo stato di servizio, per gli ufficiali o il foglio di congedo. In mancanza si può produrre anche un’autocertificazione del periodo di svolgimento del servizio militare ma l’Inps dovrà chiedere la convalida del periodo militare alla competente autorità militare. Può essere accreditato tale periodo anche dopo la liquidazione della pensione se non presente nella decisione presa. In tal caso dovrà essere presentata ulteriore domanda all’Inps e pertanto vi invitiamo presso i nostri uffici Inas in Svizzera (qui di seguito elencati), per verificare se tutti i periodi contributivi sono stati presi in considerazione nel conteggio pensionistico.

Dal 2006, venendo meno la connotazione di adempimento obbligatorio, anche coloro che hanno prestato servizio civile volontario sono soggetti all’obbligo contributivo verso la Gestione separata dell’Inps con oneri a carico del Fondo nazionale del servizio civile secondo l’articolo 9 del Decreto Legislativo 77/2002; circolare Inps 55/2008.

A seguito della Riforma del servizio civile come indicato nell’articolo 4 della legge 2/2009 è prevista la valorizzazione di tali periodi ai fini pensionistici solo tramite riscatto a titolo oneroso da parte dell’interessato. Si precisa che l’accredito non è automatico e va richiesto dall’interessato stesso. In tal caso, signor Fulvio, rimaniamo a sua disposizione per aiutarla nella presentazione della domanda indicata.

Nell’attesa, cordiali saluti.

 
Corriere dell’italianità


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