Frontalieri in Svizzera: come funziona l’indennità di disoccupazione?
Rispondendo a un’utente frontaliera che vive a Milano, il nostro esperto illustra i requisiti, le modalità e la documentazione per ottenere l’indennità in Italia, la cosiddetta NASpI, a condizione che il o la richiedente si trovi in stato di disoccupazione involontaria.
Di Giovanni Meli Patronato Acli Lugano
Vivo a Milano e ho un contratto di lavoro part-time in scadenza a Ginevra. Ho un permesso di soggiorno per transfrontalieri e volevo avere tutte e informazioni per capire meglio come richiedere la disoccupazione. Potete aiutarmi? Grazie per il tempo che mi dedicherete.
Irene
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Gentile Irene,
Ti ringraziamo per averci contattato e siamo lieti di fornirti tutti i chiarimenti che necessiti.
I lavoratori residenti in Italia che svolgono attività lavorativa subordinata in Svizzera come frontalieri, in caso di cessazione involontaria del rapporto di lavoro (non sono quindi ammesse le dimissioni volontarie) possono richiedere l’indennità di disoccupazione in Italia. La prestazione di disoccupazione, che dal 2015 viene denominata NASpI, sarà liquidata esclusivamente dall’Inps di competenza per residenza. Nella valutazione del diritto verranno considerati i periodi assicurativi maturati in Svizzera.
Come presentare la domanda e decorrenza
La domanda andrà inviata telematicamente dal portale Inps entro e non oltre i 68 giorni dalla data di cessazione (pena la decadenza del diritto). Essa decorrerà dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto, se la domanda viene presentata entro 7 giorni, o potrà decorrere dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se saranno decorsi 7 giorni dalla cessazione. Successivamente bisognerà iscriversi al centro per l’impiego italiano e rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (chiamata DID) e rispettare gli obblighi previsti dal Patto di Servizio Personalizzato.
Requisito, durata, importo e ripresa lavorativa
Per accedere alla NASpI è necessario trovarsi in stato di disoccupazione involontaria, poter far valere almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni ed almeno 30 giorni negli ultimi 12 mesi precedenti il periodo di disoccupazione. L’indennità di disoccupazione verrà corrisposta per la metà del numero di queste settimane comprovate in fase di domanda, fino ad un massimo di 24 mesi. L’importo dell’indennità NASpI viene calcolato sulla retribuzione media imponibile negli ultimi quattro anni. La misura è determinata secondo i criteri pervisti annualmente dall’Inps ed è soggetta a limiti massimi.
In caso di nuova assunzione occorre comunicare all’Inps l’inizio dell’attività lavorativa (entro e non oltre i 5 giorni) che potrà avere effetti sulla prestazione, dalla sospensione, alla riduzione o alla chiusura della stessa; anche in caso di avvio di un’attività autonoma o d’impresa si è tenuti a comunicarlo all’Inps (sempre entro e non oltre i 5 giorni) per mantenere il diritto alla NASpI.
A fronte di quest’ultima casistica vi è la possibilità di richiedere l’anticipo naspi come incentivo all’autoimprenditorialità e la domanda telematica va presentata entro e non oltre i 30 giorni dall’inizio della suddetta attività.
Documentazione necessaria
Per consentire la definizione della domanda è necessaria la seguente documentazione: documento di identità, codice IBAN, lettera di cessazione, contratto di lavoro, ultime buste paga e soprattutto il documento PDU1 (Documento Portatile U1) che certifica i periodi assicurativi maturati all’estero e che viene rilasciato dalle Casse di disoccupazione svizzere a fronte di attestazioni rilasciate in specifica modulistica dai datori di lavoro degli ultimi 4 anni.
È fondamentale pertanto, inoltrare la richiesta entro i termini previsti e conservare tutta la documentazione del rapporto di lavoro svizzero per evitare eventuali ritardi nell’istruttoria. è altrettanto fondamentale comunicare tempestivamente qualsiasi successiva ripresa dell’attività lavorativa in forma subordinata o autonoma.
Per maggiori informazioni e per un accompagnamento passo-passo, non esitate a contattare la vostra sede di riferimento del Patronato Acli.