Retrospettiva dell’Assemblea generale 2026 della SSR.CORSI
Al Palazzo dei Congressi di Lugano è stato presentato un bilancio della campagna informativa legata al chiaro respingimento dell’iniziativa “200 franchi bastano!”, un risultato che ha confermato il sostegno della popolazione e dei cantoni al servizio pubblico radiotelevisivo.
Di Segreteria SSR.CORSI 9 maggio 2026
Si è svolta oggi sabato 9 maggio, presso il Palazzo dei Congressi di Lugano, l’Assemblea generale ordinaria della SSR Svizzera italiana CORSI. L’incontro si è tenuto in un contesto particolare per la Cooperativa, a seguito della votazione federale dell’8 marzo 2026 che ha visto il chiaro respingimento dell’iniziativa “200 franchi bastano!”, un risultato che ha confermato il sostegno della popolazione e dei cantoni al servizio pubblico radiotelevisivo.
Nel corso dell’Assemblea è stato presentato un bilancio della campagna informativa legata alla votazione, illustrato dalla Vicepresidente SSR.CORSI Pelin Kandemir Bordoli e da Natalia Ferrara, membro del Comitato del Consiglio regionale della Cooperativa e referente della campagna, insieme alla Segretaria regionale. Da questa disamina è emerso come la grande mobilitazione e il lavoro informativo svolto per mostrare come funziona l’Azienda e le grandi sfide che l’attendono per il futuro abbiano contribuito a rafforzare la consapevolezza attorno al valore del servizio pubblico.
L’Assemblea ha inoltre approvato i conti dell’esercizio 2025 della Cooperativa. Sono stati presentati il Rapporto di attività della SSR.CORSI e quello del Consiglio del pubblico, offrendo una panoramica sulle principali attività svolte e sulle prospettive future.
L’incontro ha registrato una partecipazione significativa, con la presenza di 148 soci e numerose associazioni ed enti culturali, sportivi e sociali, a testimonianza dell’interesse e dell’impegno della società civile tutta nei confronti delle sfide che attendono il servizio pubblico radiotelevisivo.
Al termine del classico iter assembleare, i vertici della SSR e della RSI si sono concentrati, nei loro interventi, sul contesto di trasformazione che sta attraversando la SSR, con particolare attenzione al progetto Enavant SRG SSR. È stato sottolineato come il percorso di riorganizzazione e le misure di contenimento dei costi rappresentino una fase delicata ma necessaria, che richiede equilibrio tra sostenibilità economica, capacità di innovazione e mantenimento della qualità dell’offerta di servizio pubblico.
Il Presidente SRG SSR Jean-Michel Cina ha illustrato le prossime tappe di questo delicato processo, soffermandosi sulle misure previste nei prossimi mesi. Evidenziando in particolare come la SRG SSR debba - per forza di cose - ripensarsi e trasformarsi. Il presidente ha proseguito sostenendo che “malgrado il ridimensionamento del budget, l’attenzione è volta alla prossimità con il pubblico, a una ripartizione solidale e federalista. L’obiettivo è di mantenere un’offerta equivalente e appropriata assecondando gli equilibri economici delle regioni”.
Il Direttore RSI Mario Timbal ha dal canto suo evidenziato le ripercussioni che tali interventi avranno sulle dinamiche e sulla struttura interna della RSI, sottolineando come “questo voto chiude una fase e ne apre un’altra, più difficile”. L’accento è stato posto in particolare su due sfide che dovrà affrontare la RSI: la gestione del rapporto tra i media e la transizione digitale; il riallacciamento di un dialogo tra la RSI e chi mette in dubbio la necessità di un servizio pubblico mediatico forte.
Il Direttore RSI ha poi confermato che per tutto il 2027 il volume di offerta del servizio pubblico nella Svizzera italiana resterà invariato, sottolineando i maggiori scambi di contenuti tra le quattro regioni.
La Presidente della SSR.CORSI e Vicepresidente del CdA SRG SSR Giovanna Masoni Brenni ha richiamato l’importanza di accompagnare queste trasformazioni preservando gli elementi fondanti del servizio pubblico svizzero. «Sappiamo che la SSR deve affrontare cambiamenti importanti», ha dichiarato. «Ma le necessarie trasformazioni non devono sacrificare ciò che costituisce l’essenza stessa del servizio pubblico: il legame con le regioni, la loro autonomia editoriale, la pluralità culturale, il federalismo e la presenza della lingua italiana. È fondamentale che anche nel cambiamento venga preservato il ruolo della RSI e delle unità regionali, che rappresentano una parte vitale della vicinanza al territorio e della coesione del Paese.»
Nel corso del dibattito assembleare, diversi interventi dalla sala hanno richiamato l’importanza di preservare quegli elementi che hanno permesso al servizio pubblico di mantenere nel tempo un forte consenso nel Paese: il radicamento nei territori, la vicinanza alle realtà regionali, il pluralismo culturale e linguistico e la capacità di rappresentare tutte le componenti della Svizzera. In questo senso è stata sottolineata la necessità che anche i processi di trasformazione in corso continuino a valorizzare il ruolo della RSI e delle unità regionali all’interno della SSR.
In un contesto segnato dall’evoluzione delle abitudini mediatiche e dalla trasformazione digitale, è stato così ribadito il ruolo fondamentale del servizio pubblico quale punto di riferimento per la coesione sociale, culturale e democratica della Svizzera, nel rispetto della sua pluralità regionale e linguistica.