Crans-Montana: la procura del Vallese respinge la richiesta di Roma di costituirsi parte civile
L’Italia ha subito reagito contro la decisione vallesana presentando un ricorso «dettagliato e articolato, che confuta tutte le prospettazioni del giudice svizzero del tribunale che non sono condivise dal governo».
Di Redazione 6 agosto 2026
Lo Stato italiano non ha subito un danno diretto e immediato nei propri diritti personali: con questa sostanziale motivazione il Ministero pubblico di Sion ha negato all’Italia la costituzione di parte civile nel procedimento sul rogo di Crans-Montana in cui sono decedute 41 persone, fra cui sei ragazzi italiani.
Secondo la Procura del Vallese, «né la cittadinanza italiana di diverse vittime, né i costi sostenuti dalla Repubblica Italiana per prestare assistenza ai propri cittadini vittime dei fatti perseguiti sono idonei a conferire la qualità di parte lesa». In precedenza la procura di Sion aveva con le stesse motivazioni respinto la richiesta del comune di Crans-Montana.
La decisione è stata comunicata lo scorso 23 luglio all'avvocato Romain Jordan, iscritto all’albo di Ginevra, che rappresenta l’Italia. Nella missiva trasmessa al legale ginevrino, il ministero pubblico vallesano specifica che «affinché la qualità di danneggiato sia riconosciuta allo Stato, non basta che quest’ultimo sia colpito dal reato negli interessi pubblici che ha il compito di difendere o promuovere; esso deve essere colpito direttamente nei suoi diritti personali, al pari di un privato». Ovvero, per la procura di Sion, non c’è stato un danno diretto, come pretende il governo italiano.
Roma ha subito reagito contro la decisione vallesana, in un comunicato ufficiale il Ministero degli affari esteri ha dichiarato: «Tramite l’avvocato svizzero che tutela gli interessi italiani è stato presentato un ricorso dettagliato e articolato, che confuta tutte le prospettazioni del giudice svizzero del tribunale che non sono condivise e che sono superate anche alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, pertanto si insiste perché sia ammessa la costituzione di parte civile».