Richiesta del passaporto italiano per i nostri figli: ricordiamo i fondamentali
La domanda di un utente permette di ricordare le novità introdotte dalla riforma della cittadinanza nel 2025. Il punto cruciale è il seguente: senza cittadinanza riconosciuta e senza atto di nascita trascritto, il documento non può essere rilasciato.
Di Alessandro Milani
Patronato Acli Svizzera 21 agosto 2026
Buongiorno,
vi contatto per richiedere informazioni in merito al rilascio del passaporto italiano per i miei due figli. Non ho ancora avviato alcuna pratica consolare e desidererei sapere come procedere correttamente e quali documenti siano necessari per presentare la domanda.
Daniele
Gentile Daniele, buongiorno.
Ti ringraziamo per questa domanda che ci permette di ricordare le novità introdotte dalla riforma della cittadinanza dello scorso anno. Infatti, per rispondere dobbiamo partire da un punto fondamentale: per ottenere il passaporto italiano bisogna essere cittadini italiani. Può sembrare ovvio, ma non lo è.
Con la riforma del 2025 (DL 36/2025 convertito in legge n. 74/2025), i criteri di trasmissione della cittadinanza sono diventati molto selettivi. Di conseguenza la trasmissione della cittadinanza non è più scontata. Oggi un figlio nato all’estero acquisisce automaticamente la cittadinanza italiana solo in alcuni casi ben precisi, ad esempio se:
non possiede un’altra cittadinanza;
oppure se un genitore (o un nonno) è o era esclusivamente cittadino italiano;
oppure se il genitore italiano ha vissuto in Italia ;
almeno due anni prima della nascita.
In tutte le altre situazioni, molto frequenti tra le famiglie che vivono in Svizzera, la cittadinanza non si trasmette automaticamente. In alcuni casi, dopo la verifica da parte del consolato, potrebbe essere necessario presentare una dichiarazione di volontà (cosiddetto «beneficio di legge»), entro i termini previsti dalla nuova normativa (tre anni dalla nascita o entro il 31 maggio 2029 per figli nati prima ed ancora minori alla data della riforma).
La registrazione della nascita
Se non hai ancora avviato alcuna pratica consolare, devi partire dalla registrazione della nascita dei tuoi figli. I consolati italiani in Svizzera indicano chiaramente sui loro siti web istituzionali che l’atto di nascita estero deve essere trasmesso e trascritto nei registri italiani.
Per farlo, il consolato necessita i seguenti documenti: modulo di richiesta firmato; l’estratto dell’atto di nascita in originale; eventuali documenti dei genitori richiesti dal consolato (come documenti di identità, certificati di stato civile o certificazioni utili a dimostrare la cittadinanza e l’eventuale residenza in Italia).
Queste informazioni servono per permettere al consolato di verificare se, in base alle nuove regole, il figlio può essere riconosciuto cittadino italiano e se si rende necessario attivare la dichiarazione di volontà. Solo a seguito di questa verifica si procede alla trascrizione dell’atto.
Qui arriviamo alla tua domanda principale: la richiesta del passaporto. Per i minori nati all’estero, il passaporto può essere rilasciato solo dopo che l’atto di nascita è stato registrato e la situazione anagrafica è aggiornata. Se tuo figlio non ha ancora compiuto 12 anni, la domanda di passaporto si presenta al Consolato per corrispondenza. Mentre se tuo figlio ha già passato i 12 anni, devi richiedere un appuntamento sul portale Prenot@mi.
La domanda deve essere supportata dalla situazione anagrafica famigliare aggiornata, l'atto di nascita già trascritto, la richiesta firmata dai genitori, le fotografie ed eventuali ulteriori informazioni che il consolato può richiedere ai genitori. Il punto cruciale da non scordare è il seguente: senza cittadinanza riconosciuta e senza atto di nascita trascritto, il passaporto non può essere rilasciato.
La riforma del 2025 ha reso questo passaggio non più automatico, ma da verificare caso per caso. Per questo è importante attivarsi con tempestività per verificare il diritto direttamente presso il Consolato di riferimento.
Per eventuali ulteriori informazioni, puoi rivolgerti agli uffici del Patronato Acli in Svizzera, che spesso, grazie ai volontari dei Circoli Acli, riescono ad offrire sui territori assistenza ai connazionali per la prenotazione dell’appuntamento al consolato.