Quando la memoria è più forte di tutto
La celebrazione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle e il ricordo solenne del sacrificio di 262 minatori, di cui 136 italiani, hanno sovrastato il tentativo di macchiare l’evento attraverso una polemica faziosa.
Di Guido Gozzano 12 agosto 2026
A 91 anni Urbano Ciacci è l’ultimo minatore italiano sopravvissuto e testimone della tragedia di Marcinelle. Foto © Senato della Repubblica / 8 agosto 2026
Doveva essere lui, e soltanto lui, il centro di gravità della 70a commemorazione della catastrofe di Marcinelle: Urbano Ciacci, 91 anni (foto in alto), ultimo minatore italiano sopravvissuto e testimone della tragedia, è rimasto con l’amaro in bocca. La polemica, scaturita da due sindacalisti belgi che danno le spalle al presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha guastato la giornata di celebrazione, il 70° momento di raccoglimento, al quale Urbano si è dedicato anima e corpo, onnipresente, caloroso e sorridente con gli ospiti, commosso al suono della campana con 262 rintocchi (uno per ogni vittima del rogo), e cupo nel viso alla deposizione delle corone di fiori e agli interventi istituzionali dal palco.
La sua divisa da lavoro, tuta blu, scarponi, cintura di cuoio e elmetto, Urbano Ciacci ha continuato a indossarla tutti i giorni, anche dopo la pensione. Si salvò per puro caso l’8 agosto 1956, quando alle prime ore del mattino morirono 262 minatori, dei quali 136 italiani, poiché si trovava in Italia per sposarsi. Al 70° anniversario, la divisa di lavoro l’hanno indossata anche altri minatori, di diversa età, giovani e anziani, e lo hanno fatto per solidarietà con Urbano, unico superstite, rimasto solo dopo la scomparsa di Nunzio Mancini, a 96 anni, lo scorso giugno. Aveva 27 anni Nunzio quel giorno, si salvò dalle fiamme del Bois du Cazier, perché aveva il turno di pomeriggio. Urbano ne aveva 32, e già quattordici di miniera alle spalle. è rimasto oggi l’ultimo punto di riferimento della memoria di quel disastro.
«Non si strumentalizza una tragedia come Marcinelle», tuona il deputato Pd Toni Ricciardi in un’intervista al Corriere della Sera. Storico delle migrazioni e delle catastrofi, ha dedicato due libri a Marcinelle. Perché, senza alcun dubbio, c’è stata una chiara strumentalizzazione, il tentativo di macchiare il 70° anniversario e sporcare «una memoria che appartiene a tutta l’Italia, a tutta l’Europa». Era doveroso in queste pagine rievocare questo increscioso episodio, magari solo per un motivo: è stato fonte di turbamento per Urbano Ciacci, e con lui per quella fetta d’Italia che ha urlato sui social: «Vergogna, vergogna, vergogna, avete oscurato la commemorazione di italiani morti da emigrati che si spaccavano la schiena quindici ore al giorno».
Il piazzale del Bois du Cazier ha accolto centinaia di persone tra autorità, delegazioni internazionali e rappresentanti sindacali. Foto © Senato della Repubblica / 8 agosto 2026
Ma torniamo alla celebrazione, alla quale è intervenuto come detto La Russa, leggendo il discorso del presidente Mattarella, hanno partecipato centinaia di persone fra autorità, rappresentanti politici, sindacali e delle organizzazioni associative degli italiani all’estero. Era presente l’assidua delegazione del Partito democratico, come tutti gli anni e non soltanto per i decennali dell’evento. Il deputato Toni Ricciardi e il senatore Michele Fina hanno dichiarato: «A 70 anni dall’8 agosto 1956, ricordare Marcinelle significa ripercorrere una pagina fondamentale della storia dell’Italia repubblicana. Quella tragedia è divenuta il simbolo del sacrificio dell’emigrazione italiana nel dopoguerra: centinaia di migliaia di persone chiamate a contribuire, con il proprio lavoro e spesso con la propria vita, alla ricostruzione dell’Italia e dell’Europa. Nelle miniere belghe, nelle fabbriche tedesche e svizzere, nei cantieri francesi. La nostra Costituzione nasceva proclamando una Repubblica fondata sul lavoro. Ma quel lavoro, per milioni di italiani, fu un lavoro emigrato. Marcinelle ci ricorda il loro sacrificio, la loro dignità e i diritti conquistati attraverso generazioni di lotte».
Per la prima volta, l’8 agosto è stato celebrato come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la protezione e la dignità dei lavoratori. Segno che la memoria è più forte di tutto, più forte delle divisioni e delle becere strumentalizzazioni, va oltre le fazioni politiche. Al riconoscimento della Giornata europea ha impresso un decisivo impulso il presidente del Cnel Renato Brunetta, con il sostegno del ministro degli Affari esteri Antonio Tajani e del Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie): «Questa iniziativa raccoglie e proietta sul piano dell’Ue il significato della Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, istituita dall’Italia nel 2001, estendendo la memoria di Marcinelle a patrimonio condiviso dei popoli europei e ne rafforza il valore universale quale simbolo della sicurezza del lavoro e della dignità», dichiara in un comunicato il Cgie, che accoglie «con particolare favore questo passaggio, destinato a consolidare una memoria europea condivisa del lavoro e delle migrazioni».
«L’Italia unita in tutte le sue componenti ha saputo accompagnare l’Europa alla necessaria valorizzazione della tragedia di Marcinelle. Ci troviamo di fronte a un passaggio storico che rinnova la necessità di considerare nella sua giusta dimensione il lavoro migrante e la dignità senza condizioni da accordare a ciascun essere umano. Questo riconoscimento istituzionale europeo imprime un nuovo slancio anche a noi, protagonisti della diplomazia popolare, perché la forza dell’Europa è prima di tutto quella delle generazioni sacrificate dalla guerra e dal lavoro ingiusto, che ci guardano e ci chiedono di costruire un futuro all’altezza della nostra storia»: così la segretaria generale Maria Chiara Prodi, che ha guidato la delegazione del Cgie al Bois du Cazier, composta dai consiglieri Matteo Bracciali, Filippo Ciavaglia, Gianluigi Ferretti, Massimo Romagnoli e Carmelo Vaccaro, assieme al deputato Toni Ricciardi.
Parole che, si spera, avranno stemperato l’amarezza di Urbano Ciacci, che ha dedicato la sua vita alla memoria delle vittime di Marcinelle.
Il senatore Michele Fina e il deputato Toni Ricciardi. © Partito democratico 8.8.2026
Maria Chiara Prodi segretaria generale e la delegazione del Cgie. © 8 agosto 2026