Tassa sulla salute, una linea di alta tensione fra Ticino e Lombardia

La Lombardia ottempera: da settembre applicherà la tassa sulla salute del governo Meloni a carico dei «vecchi frontalieri». Lo ha deciso il Consiglio regionale. Il presidente del Consiglio di Stato ticinese ha replicato: «I rapporti con l’Italia sono ai minimi storici, discuteremo del blocco dei ristorni».

Di Guido Gozzano 27 maggio 2026

 

La Lombardia mantiene il contributo sanitario per i «vecchi frontalieri» in Svizzera. Lo ha deciso il Consiglio regionale, bocciando a fine aprile una proposta di abrogazione del Partito democratico. è l’unica fra le regioni frontaliere ad attuare il prelievo e lo farà a partire da settembre, seguendo le direttive del governo Meloni, mentre il Piemonte ad esempio ha scelto di non voler applicare la tassa.

Rammentiamo che il contributo è imposto al personale residente nei comuni italiani che ha prestato opera in Ticino, nei Grigioni o in Vallese, tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023. I cosiddetti «vecchi frontalieri» che tuttora però continuano a lavorare in Svizzera.

«Con i fondi raccolti tramite la tassa sulla salute si punta a retribuire meglio il personale sanitario italiano vicino al confine elvetico, per evitare che dottori e soprattutto infermieri e infermiere prendano la strada verso gli ospedali ticinesi», spiega la testata online tvsvizzera.it. Non è un contributo di poco conto, per intenderci un frontaliere con un reddito netto mensile di 4 mila euro, cioè la stragrande maggioranza, dovrà versare 120 euro al mese.

A questo punto in Ticino, la recente mozione per bloccare i cosiddetti «ristorni» svizzeri alla Lombardia riprende quota. Per capire di cosa si parla, i ristorni sono versati dalla Svizzera, a titolo di compensazione, alle regioni frontaliere. Nell’edizione del 10 maggio del Mattino della domenica, il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali ha affermato: «I rapporti con l’Italia sono ai minimi storici, si discuterà del blocco dei ristorni in Consiglio di Stato prima di giugno».

Il leader del governo ticinese è del parere che «tutto quello che l’Italia preleverà in più sui vecchi frontalieri deve essere compensato deducendolo dai ristorni». Una linea di alta tensione corre fra Ticino e Lombardia, la regione che ogni anno riceve dalla Svizzera una cifra pari a oltre 100 milioni di franchi.

 
Corriere dell’italianità


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