Addio «Opzione donna» e Quota 103
La legge di bilancio 2026 elimina i due meccanismi e introduce nuovi adeguamenti.
Di Valeria Angrisani responsabile ufficio stampa Inas Svizzera
La legge di bilancio (199/25) per il 2026 conferma il meccanismo di adeguamento dei requisiti pensionistici legati all’incremento della speranza di vita. Ma dal 2027, per accedere alla pensione di vecchiaia ordinaria, il requisito dell’età anagrafica aumenterà di un mese, mentre dal 2028 di ulteriori due mesi (anno 2027: 67 anni e 1 mese / anno 2028: 67 anni e 3 mesi). Resterà invariato il requisito contributivo dei venti anni. Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia anticipata ordinaria, dal 2027, l’aumento interesserà il requisito contributivo: 2027: Uomini 42 anni + 11 mesi di contributi / Donne 41 anni + 11 mesi di contributi — 2028: Uomini 43 anni + 1 mese di contributi / Donne 42 anni + 1 mese di contributi
Fino al 31 dicembre 2026 per accedere alla pensione di vecchiaia anticipata ordinaria sono richiesti: per gli uomini 42 anni e 10 mesi di contributi e per le donne, 41 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. Sono esclusi dall’applicazione dell’incremento sopra citato:
I lavoratori che abbiano svolto attività definite «gravose» e «usuranti» e in possesso di almeno trentanni di contribuzione.
Sono ridotti i requisiti contributivi e assicurativi per l’accesso alla pensione anticipata nei confronti dei lavoratori «precoci» appartenenti alle categorie di cui alla lettera d, c.199, art.1, legge 232/16 (addetti a lavori «gravosi» e «usuranti»). Dal 2027, i lavoratori precoci appartenenti alle altre categorie - disoccupati/invalidi/caregiver- potranno accedere al pensionamento anticipato secondo l’adeguamento previsto.
I requisiti anagrafici ai fini dell’accesso alla pensione di anzianità con le «Quote» per svolgimento di lavoro usurante (D.lgs. 67/2011). La norma proroga fino al 31.12.28 l’esclusione, prevista fino al 31.12.26, dall’applicazione dell’incremento in argomento.
Viene disposta la proroga dell’Ape Sociale anche per l’anno 2026 ma i titolari di tale trattamento pensionistico non saranno esclusi dai cambiamenti indicati. Attualmente, i requisiti e le condizioni per l’accesso all’Ape Sociale non sono modificate: 63 anni e 5 mesi di età con almeno 30 anni di contributi oppure 36 anni se si rientra tra gli addetti a lavori gravosi. Per le donne invece è prevista una riduzione di 12 mesi per figlio, nel limite di due anni di riduzione. Necessario anche il requisito di appartenenza ad una delle seguenti categorie tutelate: disoccupato (integrale percezione dell’indennità di disoccupazione), caregiver (assistenza a familiare con disabilità grave), invalido civile almeno al 74%, addetto a lavori gravosi e cessazione attività lavorativa sia in Italia che all’Estero.
Escluse e non prorogate dalla nuova legge di bilancio: la «Quota 103» che permetteva il pensionamento a 62 anni di età con il requisito di 41 anni di contributi e l’Opzione donna per le lavoratrici che potevano accedere alla pensione con 35 anni di contributi e 61 anni di età ridotti in presenza di figli. Con questa scelta, le lavoratrici accettavano il calcolo interamente contributivo che prevedeva in diversi casi una penalizzazione dell’assegno. Fermo restando il diritto per chi ha perfezionato il requisito entro il 31.12.2025 di poter beneficiare di tale norma anche in futuro.
La nuova legge di bilancio elimina la possibilità di sommare una o più prestazioni di rendita di forme pensionistiche di previdenza complementare unitamente all’assegno Inps per raggiungere la soglia minima per la pensione di vecchiaia anticipata, normativa che era stata introdotta con la legge di Bilancio 2025.
Ulteriore novità per i lavoratori dipendenti privati neoassunti: dal 1° luglio 2026 rientreranno automaticamente nella previdenza complementare con possibilità di rinuncia entro sessanta giorni.