Indagato il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud
La procuratrice Beatrice Pilloud smentisce i sospetti di connivenza e iscrive il suo compagno di partito nel registro degli indagati. In tutto, ad oggi sono nove le persone incriminate per la tragedia di Capodanno.
Di Rossella Dominici 9 marzo 2026
Il sindaco che voleva ascrivere il comune di Crans-Montana al ruolo di «faro nazionale e internazionale del benessere e dello sviluppo» (leggi qui) è ora indagato nell’inchiesta sul rogo che ha ucciso 41 persone e ferito 115 altre nella località turistica vallesana.
È una svolta nelle indagini che si erano finora concentrate sui coniugi Moretti. Ma lui, Nicolas Féraud,(foto), non si scolla dalla poltrona di sindaco. Iscritto nel registro degli indagati dal 5 marzo, si è rifiutato di rassegnare le dimissioni (almeno fino a quando questa edizione andava in stampa).
Colpito dalle medesime accuse contestate ai Moretti, incendio e omicidio colposo, lesioni e omissione di soccorso, il sindaco Féraud era a conoscenza del fatto che i controlli antincendio non venissero eseguiti con rigore e regolarità. Lo ha riconosciuto in una dolente conferenza stampa, la stessa in cui aveva maldestramente dichiarato: «Siamo i più colpiti da questo dramma, pure noi siamo vittime».
Oltre al sindaco, il 5 marzo, la procuratrice Beatrice Pilloud ha esteso l’indagine penale a tre persone: l’ex responsabile della sicurezza pubblica di Crans-Montana e il suo vice, e anche all’ex municipale incaricato fra il 2021 e il 2024 della sicurezza pubblica. In precedenza, il 28 e il 29 gennaio, aveva iscritto nel registro due persone, fra cui l’attuale capo del servizio della sicurezza pubblica del comune.
Negli interrogatori sono emerse le principali criticità, carenza di personale, sovraccarico di lavoro. Anche il Cantone del Vallese era, apparentemente, a conoscenza delle lacune nei controlli. La problematica era stata discussa «più volte» al servizio cantonale di protezione antincendio. L’ex capo della sicurezza ha dichiarato: «Tutti sapevano», mentre l’attuale responsabile della sicurezza pubblica di Crans-Montana ha fatto presente che il suo team avrebbe dovuto, per legge, effettuare circa 500 controlli all’anno. Missione impossibile con le risorse a disposizione.
In tutto, ad oggi sono nove le persone incriminate per la tragedia di Capodanno.