«La destra al governo vuole ostacolare il voto degli italiani all’estero»
La mossa arriva da un ordine del giorno di Fratelli d'Italia che punta a sconvolgere le regole per il referendum sulla giustizia. La reazione del deputato Pd Toni Ricciardi.
Di Redazione 30 dicembre 2025
Accade nel Paese in cui i connazionali nel mondo rappresentano ormai un fardello. Il governo intende mettere mano alla legge elettorale e alle modalità di voto degli italiani all’estero, in vista del prossimo referendum sulla giustizia, sul quale si gioca una carta politica cruciale. L’atto si è compiuto inserendo una delega nella legge di bilancio, tramite un ordine del giorno. Uno strappo istituzionale.
In un’intervista al giornale Domani, il deputato Pd Toni Ricciardi usa parole dure: «Si tratta di un atto grave, scorretto, che mina le regole democratiche». A cosa punta la destra? «A ostacolare, a impedire di fatto, il voto degli iscritti all’Aire». Ma Ricciardi rammenta che «la materia elettorale è esclusiva del potere legislativo, dunque del Parlamento, se ora se ne occupa il governo rappresenta un vulnus e un precedente pericolosissimo».
Il deputato aveva da tempo capito che qualcosa del genere si stava preparando e avvertito l’esecutivo già nella scorsa estate (leggi qui): «Faremo un’opposizione senza quartiere». Nella testata Domani mantiene l’opposizione, con altre dure, risolute parole: «Faremo le barricate!».
Nel mondo gli aventi diritto al voto sono circa cinque milioni, osserva Ricciardi, ma «in genere vanno alle urne circa due milioni, perché all’estero non c’è l’informazione di giornali e tv». Inoltre, «si vota per posta, ed è già complicato, quindi se cambiano la legge a meno di novanta giorni dal referendum, i cittadini non saranno sufficientemente informati che dovranno recarsi ai consolati e nelle ambasciate, che peraltro a volte sono a oltre duecento chilometri di distanza da dove risiedono: quanta gente parteciperà?».
La destra, spiega Ricciardi, «vuole abbattere il livello di incidenza degli italiani nel mondo, perché si ricorda che Romano Prodi ha vinto le elezioni per 27mila voti ottenuti fuori dall’Italia e nelle ultime legislative, su dodici parlamentari eletti all’estero, quattro senatori e otto deputati, ben sette sono del Pd».